PNL e adolescenti: come gestire il conflitto

Ciao a tutti da oggi inizieremo a parlare sul blog di PNLBENESSERE di PNL e adolescenti e lo faremo con una nostra coach: Elena.

Oggi in particolare vedremo come la Programmazione Neuro Linguistica e il Coaching possano aiutare a gestire il conflitto che si crea in un ragazzo o una ragazza che stanno attraversando la delicatissima fase adolescenziale.

PNL e adolescenti: chi sono i ragazzi e le ragazze a questa età?

Adolescenti: creature complesse, complicate, meravigliose, pronte a “spaccare il mondo” perché nel pieno della propria vita. Un universo tutto da scoprire. Né  bambini , né adulti.

C’è chi dice “ l’età più bella e più spensierata”.

Ma non sempre così!

Perché per molti adolescenti non è così?

Perché spesso gli adolescenti entrano in conflitto data una scarsa conoscenza di sé e  data una scarsa comunicazione con gli altri.

È un periodo di transizione, di scelte impegnative, di problemi che possono diventare enormi ed invece che risolverli con il raziocino, gli adolescenti si allontanano da  ciò che è ragione e si abbandonano all’istinto e al conflitto.

Cosa succede ai ragazzi e alle ragazze a questa età?

C’è chi si chiude in se stesso e si isola, c’è chi si dispera, c’è ancora chi reagisce con aggressività.

Stanno male, insomma, gli adolescenti e sono  spesso “contro”, perciò il conflitto è inevitabile.

Si crea in loro la credenza di essere inadeguati e tale inadeguatezza, come già anticipato si esprime in diversi modi.

Fragili, vulnerabili, spaventati, oppure arrabbiati, arroganti, strafottenti e in alcuni casi anche violenti sia verbalmente che fisicamente: sono loro gli  adolescenti pronti a confrontarsi con la molteplicità delle possibilità che la società offre e di cui ne sono  drammaticamente consapevoli.

Quindi  in conflitto con loro stessi e con il mondo che stanno vivendo, perché privi di reali punti di riferimento.

Gli adolescenti, così, si pongono nei confronti del mondo  che li circonda: comunque e spesso contro, pronti a criticare tutto e tutti,  insoddisfatti e pronti  a distruggere ogni strumento e ogni possibilità per la loro reale felicità, per inseguire invece, molte volte, una felicità artefatta, finta a volte più chimica e tecnologica  piuttosto che umana.

Gli adolescenti , spesso non sono in grado di sentirsi vivi in modi differenti da quelli sopra elencati perché le loro convinzioni non gli permettono di vedere  altro.

PNL e Coaching: quali sono le domande da posi?

Ma da dove arrivano queste convinzioni?

Esiste un modo per contattare la loro profondità e cambiare le convinzioni?

Esiste un modo per evitare o meglio ancora elaborare il conflitto?

Evitare il conflitto, forse, non è possibile e neppure del tutto sano poiché si rischia di reprimere il loro essere, la loro personalità e non si permette loro di esprimersi in un modo, che se pur non è sempre consono e tipico della loro età.

Anche  nelle situazioni dove tutto sembra più semplice, per esempio in contesti familiari ove il conflitto appare inesistente, c’è qualcosa che va contro la natura degli adolescenti.

Cresce in loro il desiderio di esprimersi con i propri mezzi, di realizzarsi nel modo in cui credono e cresce molte volte anche la rabbia verso le  figure di riferimento.

Tali figure, in molti casi, sono le prime a schiacciare le reali risorse e capacità degli adolescenti e ad inculcare in loro credenze errate nei loro confronti enei confronti della vita.

Poiché gli adolescenti assorbono le credenze di essere inadeguati preferiscono distruggere che conferma tale credenza anziché utilizzare le risorse potentissime in loro presenti per la realizzazione della loro autentica felicità.

L’adolescenza è una fase critica

L’adolescenza si configura, pertanto, come un’età critica, ma importantissima per lo sviluppo della persona, in quanto le esperienze di tale periodo ed il modo in cui vengono vissute, plasmeranno l’individuo in un futuro adulto con propri valori, disvalori e con le proprie convinzioni potenzianti o depotenzianti.

Come tutti anch’io sono stata un’adolescente e direi anche molto in conflitto.

Mi accorgevo che mi sembrava di parlare un linguaggio diverso da quello degli adulti che accompagnavano il mio cammino e a volte anche quello dei miei coetanei.

È stata un’età traumatica, lo ammetto, ma ciò che mi ha “salvata” da quello che poteva essere un futuro triste e fatto di rimpianti, è stato il modo di trasformare il trauma in risorsa.

Uscire dal conflitto non è stato facile, perché non lo è mai per nessun adolescente, ma necessario perché le ipotetiche cicatrici di un periodo difficile guariscono, paradossalmente, solo se si riesce a sfondare con la forza interiore quel muro di paura e di sgomento verso il mondo che ci circonda.

In questo periodo così complesso e conflittuale è importante anche il ruolo dei genitori, degli insegnanti e delle figure adulte di riferimento, che, in qualche modo, possono rivivere le proprie problematiche adolescenziali rimaste molte volte irrisolte.

La Programmazione Neuro Linguistica come forma di aiuto per gli adolescenti

La PNL può essere di grande aiuto per ripristinare i rapporti fra adolescenti in conflitto e gli adulti.

Per prima cosa gli adolescenti in conflitto hanno bisogno della massima chiarezza e limpidezza comunicativa possibile, essendo già loro stessi confusi, scombussolati e molte volte smarriti.

Importante è il ruolo del linguaggio utilizzato con loro, un linguaggio chiaro e limpido senza impurità linguistiche e non solo.

Infatti è importantissimo che il livello verbale sia congruo con il livello paraverbale e non verbale.

Cioè è essenziale che le parole usate siano corrispondenti al tono, al ritmo, alle inflessioni della voce e alla postura e alla mimica di chi parla.

Il Doppio Legame

Se ciò non si verifica, si rischia di creare ancora più confusione e far riscontrare un fenomeno psicologico detto “doppio legame”, ovvero quella situazione in cui la comunicazione tra due persone unite emotivamente, presenta incongruenza fra i tre livelli precedentemente accennati (verbale, paraverbale, non verbale) e di conseguenza la situazione per cui i riceventi del messaggio (in questo caso gli adolescenti) possano uscire dallo schema stabilito dal messaggio o metacomunicando, ovvero usando un livello di comunicazione uguale a quello dell’adulto (in cui le parole non corrispondono con tono, mimica e postura) o chiudendosi in se stessi.

Un esempio è quando ad un adolescente viene detto da un adulto di riferimento

“devi capire che ti voglio bene”,

ma urlandolo e con una postura rigida e autoritaria.

Gli adolescenti infatti percepiscono la contraddizione, ma non sono in grado di risolvere il conflitto che ne deriva, creando, così, relazioni tra adolescenti confuse, contraddittorie, spesso malate e patologiche.

Adolescenti e convinzioni depotenzianti

Un altro modo per aiutare gli adolescenti in conflitto è quello di smantellare le loro convinzione limitanti e depotenzianti.

Ciò comporta un lavoro che gli adulti devono fare su se stessi, in quanto, per la maggior parte delle volte, le credenze degli adolescenti sono ereditate dagli adulti stessi, soprattutto dai genitori.

Per esempio molte volte gli adolescenti in conflitto hanno la convinzione di non essere ascoltati e capiti.

La soluzione per cancellare queste credenze potrebbe essere quella di farli sentire il più possibile accolti e di usare anche il loro linguaggio, non per imitarli o deriderli, ma per calibrarli, ovvero ricalcare il loro atteggiamento e le loro strategie comportamentali che osservano andando verso il loro modello del mondo.

Ancora si possono aiutare gli adolescenti in conflitto a vivere e gestire emozioni difficili come la rabbia e la tristezza, modificando emozioni negative e replicando emozioni positive, tutto ciò per evitare stati di inadeguatezza e per prevenire la perdita del controllo.

Capire infine che essere adolescenti che si trovano quotidianamente in conflitto con loro stessi e con il mondo che li circonda, non sia una cosa facile, soprattutto oggi ove i valori vengono distrutti in modo particolare dai bombardamenti mediatici, potrebbe portare gli adolescenti stessi ad apprezzare anche le piccole cose di ogni giorno, creandosi un mondo fatto su misura, anziché distruggere tutto ciò che la vita propone loro.

A presto…

elena-badella-web

Mi chiamo Elena Badella e fin da molto giovane, è nata in me la passione di comprendere i meccanismi interiori delle persone, per capire meglio me stessa e le altre persone.

Ho potuto imparare su me stessa infatti, che ogni persona è unica e deve quindi vivere esperienze uniche per realizzarsi, e che nozioni teoriche e generali, da sole, non permettono lo sbocciare di tale meravigliosa unicità, che una volta ritrovata mi ha permesso di riprendere gli studi e a concludere il percorso con una laurea in psicologia.

Dopo “un’adolescenza difficile”, non avrei trovato la mia unicità che mi ha permesso di tornare a vivere. Ecco perché ho fatto mia la missione di aiutare le persone, in particolare gli adolescenti, a superare il conflitto interiore tra etichette esterne e la propria identità interna.

La mia formazione:

  • Laurea in Psicologia presso l’Università degli Studi di Torino
  • Corso di Thetahealing Basic D.N.A.
  • Certificazione Internazionale in Programmazione Neuro Linguistica Master Practitioner, conseguita presso PNL Benessere

Master in Coaching conseguita presso PNL Benessere

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