Il coach sportivo: come lavorare sulla tua identità di atleta

Per avere buone prestazioni il coach sportivo è diventato indispensabile.

Oggi gli atleti sanno che avere delle buone capacità sportive non basta per avere buone prestazioni.

Le variabili da tenere in considerazione per ottenere risultati sportivi agonistici e non agonistici sono tre:

  • la concentrazione
  • la motivazione
  • la gestione dello stato emotivo.

E tre sono gli elementi su cui è necessario stabilire l’allenamento:

  • la tecnica/la tattica
  • la preparazione fisica
  • la preparazione mentale.

Come il coach sportivo può aiutarti

coach sportivoIl coach sportivo può aiutarti in tutti questi aspetti e vediamo come e perché…

È arrivato il momento della gara, quella della stagione.

L’atleta è pronto sulla linea di partenza, sa che si è allenato tanto, la sua tecnica è migliorata tantissimo negli ultimi mesi, la tattica c’è, la motivazione c’è, la preparazione fisica pure…

Si è alimentato bene, ha alternato giusti momenti di allenamento al riposo ed ora è lì, concentrato, in attesa dello start.

Ma…

Improvvisamente una domanda fa capolino nella sua mente

“E se gli altri concorrenti si fossero preparati più di me?”

ed insieme ad essa una fottuta paura che tutto andrà per il verso sbagliato.

Ed è la fine…

La mente viaggia in spazi inutili, le gambe sembrano perdere parte della loro potenza, inizia la gara e l’atleta arranca.

Ovviamente sappiamo già come andrà a finire.

Cosa è successo?

Cosa non ha funzionato?

Tecnica e Tattica

Per un atleta la tecnica è importante!

Allenarsi per l’esecuzione ottimale di un esercizio, di una prestazione, è basilare.

Senza la tecnica non ci sarebbero i passaggi che portano al goal in una partita di calcio, non ci sarebbero nuotatori che sembrano macchine da guerra, non ci sarebbero tennisti che mettono la palla imprendibile nell’angoletto.

Anche la tattica è importante.

Pensa cosa sarebbe una partita di calcio, di rugby, di pallacanestro, senza la tattica.

C’è bisogno di uno schema che funziona, della disposizione ottimale dei giocatori, di un modo funzionale per attraversare il campo ed arrivare all’obiettivo… il fuorigioco calcistico è una tattica, per esempio.

Preparazione Atletica

Poi c’è la preparazione atletica.

Il peso giusto, la tonicità giusta, la forza muscolare giusta, il riposo giusto, l’energia giusta.

Tecnica, tattica e preparazione atletica nel nostro sportivo c’erano quando si è ritrovato sulla linea di partenza.

L’importanza della preparazione mentale

Ma qualcosa non ha funzionato: non c’era la preparazione mentale.

Secondo te, quanto influisce in percentuale la preparazione mentale? 10%? 20%? 40%?

Potrebbe influire anche soltanto per l’1% ma quell’1% farebbe tutta la differenza del mondo.

A parità di preparazione tecnica, di strategia e tattica, di preparazione atletica e fisica, sarà quell’1% che farà la differenza.

Perché avere un coach sportivo

Ecco perché il coach sportivo è diventato un supporto sempre più frequente nelle squadre e negli sport individuali.

Allenare la mente per mantenere alta la concentrazione e gestire la pressione della gara è indispensabile.

Te lo ricordi la finale dei mondiali di calcio del 1994 quando Baggio sbaglia il rigore che decreta il Brasile campioni del mondo?

Un rigoraccio tirato in tribuna.

Da puro dilettante. Lui, il “codino” nazionale che ha vinto il pallone d’oro, credi che non lo sapesse tirare un rigore?

Certo che si!

È stata l’emotività a fregarlo.

La sua mente non era stata allenata a gestire lo stress di quel momento.

Cosa avrebbe fatto un coach sportivo nei due esempi che ti ho citato?

Nel primo caso avrebbe allenato l’atleta già dal gesto tecnico: attraverso video da prendere a modello, simulazioni mentali, visualizzazioni, lo avrebbe aiutato a migliorare il gesto tecnico.

Un importante esperimento effettuato in America, ha proposto a tre gruppi di cestisti del basket tre tipi di allenamento diverso: al primo gruppo è stato proposto il solo allenamento fisico (tirare a canestro), al secondo gruppo allenamento fisico e mentale (tirare a canestro ed immaginare di tirare a canestro), al terzo gruppo l’allenamento solo mentale (immaginare di tirare a canestro).

Sai chi ha effettuato il minor numero di canestri, nel momento che hanno deciso di “misurare” le abilità apprese? Quelli che hanno effettuato solo l’allenamento fisico, mentre gli altri due gruppi hanno avuto pressappoco la stessa prestazione.

Il coach sportivo lo avrebbe aiutato a gestire la paura che l’ha assalito sulla linea di partenza, con quel dialogo interno così poco utile. O meglio ancora, gli avrebbe insegnato come arrivare lì fortemente motivato, concentrato, con qualche ancoraggio utile per richiamare sensazioni potenzianti da utilizzare nei minuti precedenti la gara.

Il nostro “codino” nazionale l’avrebbe allenato a gestire lo stress, l’ansia da prestazione che può arrivare quando hai una responsabilità così grande da sostenere. Gli avrebbe insegnato come gestire le pressioni esterne, un tifo contrario, il faccia a faccia con il suo avversario.

Il coach sportivo ti aiuta a lavorare sulla tua identità di atleta (e non importa che tu sia un agonista oppure no), sulla mentalità da utilizzare, sull’atteggiamento, sulla motivazione e la capacità di dare il meglio di te.

Perché non ha bisogno di saperne del tuo sport, sei tu l’esperto in quello.

Lui è un esperto di come utilizzare la mente a tuo vantaggio.

Ti serve un coach sportivo?

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