Coaching: Perché la parola cambiamento fa paura ?

coachingNella mia esperienza di formazione e coaching, mi ritrovo continuamente ad affrontare l’argomento.

Le persone sono affascinate dall’idea di poter cambiare, diventare persone migliori ma nello stesso tempo temono questo processo.

  • Perché la parola cambiamento fa paura ?
  • Come mai le persone nonostante il desiderio di migliorarsi, alla fine optano per un “sono fatto così e non posso cambiare”?
  • Quali sono i motivi per cui il cambiamento è visto come un pericolo per l’individuo?

Le motivazioni sono diverse.

Partiamo da un concetto di base: l’uomo è un animale abitudinario che mal sopporta il cambiamento.

Il cambiamento implica dover rinunciare alle proprie abitudini, al proprio stile di vita magari consolidato e perpetuato da anni.

Le abitudini sono radicate in ognuno di noi, le abbiamo fatte nostre attraverso le  esperienze vissute, i condizionamenti familiari e quelli imposti dalla società, che ci vuole uniformati a dei clichè.

Il bambino acquisisce sin dai primissimi anni di vita abitudini comportamentali e stili di pensiero  dalle persone di riferimento (genitori prima, insegnanti poi..) e questi condizionamenti plasmano il suo carattere.

Nel tempo tutto questo si rafforza e diventa poco per volta una piacevolissima zona di comfort in cui la persona pensa, agisce, si confronta.

Una zona di comfort che soddisfa il proprio bisogno di sicurezza, uno dei bisogni maggiormente ricercato e che va in antitesi con la parola cambiamento.

Parola che è un sostantivo del verbo cambiare, che  significa sostituire, modificare, trasformare, mutare, rendere diverso.

E se mi devo trasformare significa che non sono più io e il mio senso di sicurezza vacilla.

Significa che se devo mutare è perché così come sono non vado bene e allora tutto il castello di certezze che mi sono costruito nel tempo crolla.

Forse è proprio la parola cambiamento che è sbagliata.

Sappiamo bene quanto le parole abbiano un grande impatto sulla nostra neurologia e sulle sensazioni che generano dentro di noi.

Se il cambiamento è indirizzato ad un miglioramento della persona, perché nessuno vuole cambiare per diventare una persona peggiore di quello che è, allora è proprio miglioramento la parola più appropriata.

Abituati allora a piccoli “miglioramenti” quotidiani: migliora alcune tue abitudini, ad esempio cambia alcuni cibi che sai non ti fanno bene per sceglierne altri più salutari, cambia strada per raggiungere la tua destinazione, vai a comprare il pane in un negozio diverso dal solito…

Abituati insomma a non abituarti a fare ciò che ti viene più naturale e comodo.

Avrai avviato il cambiamento che non è nient’altro che il miglioramento delle tue abitudini comportamentali che nel lungo termine saranno responsabili della tua evoluzione.

Si comincia dalle cose piccole, non è vero?

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