Come essere felici in pensione oggi

Essere felici in pensione è un diritto acquisito… punto.

Dopo tantissimi anni trascorsi a correre è più che giusto fermarsi e godersi il tanto agognato periodo di riposo dedicandosi, finalmente, alle proprie passioni.

Victor Hugo disse che

“I quarant’anni sono la vecchiaia della giovinezza, ma i cinquant’anni sono la giovinezza della vecchiaia”.

Certamente Victor-Marie Hugo, venuto a mancare nel 1885, mai si sarebbe aspettato che oggi i cinquant’anni rappresentano i trent’anni dello scorso secolo.

Traslando questo dato è facile capire che i neo-pensionati oggi sono persone ancora più che  “giovani”.

Essere felici in pensione

essere felici in pensioneEh sì, i tempi cambiano e la stessa  vita che ci circonda muta tanto velocemente che raramente prestiamo attenzione a questi cambiamenti.

Attualmente, ad esempio, assistiamo da spettatori e protagonisti ad un vertiginoso aumento dell’aspettativa di vita che ormai raggiunge tranquillamente i 90 anni, tanto che persino i media sono sempre più propensi nel  dichiarare che oggi i 70 anni di un uomo o una donna corrispondono ai 50 di un uomo o una donna vissuti in epoche differenti.

Il nuovo settantenne moderno è finalmente svincolato dello stereotipo  della mezza età e forse, anche per questo, polemiche a parte, hanno pensato bene di mandarci tutti in pensione molto dopo.

Avere 60 anni ed oltre e non sentirli  è la regola e non l’eccezione.

In passato si voleva a tutti i costi attribuire a questa età il principio di un decadimento fisico e psicologico, anche se questo non avveniva. Oggi questo è impensabile.

I nuovi pensionati  sono persone libere che spesso sfoggiano  un rinnovato sentimento di emancipazione sociale, un cambio di mentalità radicale verso epoche più moderne ed ecco perché  sempre più uomini e donne a quest’età decidono di dedicarsi del tempo alla scoperta di nuove realtà e di se stessi.

Oggi è facile essere felici in pensione e trovare uomini o donne  che, malgrado la loro età, viaggiano per il mondo, iniziano nuove relazioni sentimentali ed hanno finalmente il coraggio di fare le cose che hanno sempre desiderato.

Questo, ovviamente, se la pensione lo permette.

Essere felici in pensione nonostante tutto e tutti

In Italia, come nel resto dei Paesi Industrializzati nel mondo, negli ultimi 50 anni circa, stiamo assistendo ad un fenomeno molto strano.

La crisi ha avuto un impatto sociale per nulla indifferente tanto che, spesso, una pensione in famiglia rappresenta, come confermano i più recenti dati Istat, una forma di attenuamento del rischio di disagio economico nelle famiglie e assicura un’importante rete di protezione sociale.  [Fonte].

In altre parole, i pensionati rappresentano un salvagente per molte famiglie Italiane che stentano ad arrivare a fine mese tanto che, nel compresso, “solo il 16,4% delle famiglie con pensionati è oggi a rischio di povertà, circa 8 punti percentuali di meno di quello dei nuclei familiari senza pensionati. [Cit dal Sole24ore]”.

A tutto questo, però, si oppone un altro dato statico che deve farci riflettere: il 9,9% delle famiglie composte da soli pensionati è oggi a rischio di grave deprivazione materiale.

Le pensioni, lo sappiamo, non sono tutte uguali.

Se alcuni pensionati oggi possono essere considerati i neo Paperon De Paperoni, una larga fetta delle torta non riesce a vivere con lo stesso tenore di vita  che aveva prima del pensionamento o addirittura vive ai confini della povertà.

Negli ultimi 15 anni il potere d’acquisto delle pensioni ha subito una diminuzione del 30% ed in Italia quasi la metà dei pensionati, circa 7,4 milioni, il 44% per cento del totale, vivono in una condizione di semi-povertà, in quanto hanno redditi da pensione per un importo mensile inferiore a 1.000 euro lordi. [Fonte ] tanto da costringere tanti pensionati ad accontentarsi degli scarti di verdura e/o frutta ai mercati generali ortofrutticoli [Fonte]…

Ridicolo?

Lo sappiamo… ma deve farci riflettere.

Proprio per questo, come conferma ancora il  Sole 24 Ore, sempre più pensionati (circa 400mila) scelgono di godersi la pensione all’estero, per fuggire dalla pressione fiscale e  quasi a sottolineare come il detto  “I soldi portano la felicità” non sia solo pura retorica.

Tuttavia si può essere felici in pensione ugualmente anche avendo assegni INPS poco cospicui.

Una massima Zen recita “La felicità viene dall’interno, e non dall’esterno. Perché non dipende da ciò che HAI, ma da ciò che SEI.”.

Qualche anno fa’ (molti anni fa’ per mia fortuna) anch’io avrei avuto la stessa tua espressione incredula leggendo questa frase…  mi sono ricreduta con il tempo.

Essere felici in pensione non dipende solo dall’assegno mensile

Dal  World Happiness Report (letteralmente “Relazione sulla felicità mondiale”)  del 2018 pubblicato dall’Onu, emerge un dato abbastanza inquietante che, a dire il vero, per gli addetti al lavoro non rappresenta uno shock ma solo una conferma.

Sai quali sono i Paesi al mondo con il più alto tasso di suicidi?

Tutti i Paesi che sulla carta sono i più ricchi e dove il reddito pro-capite è da sogno.

In Finlandia,  ad esempio, il paese più felice del mondo, il suicidio rappresenta un terzo delle cause di morte tra i giovani tra i 15 e 24 anni.

Nei Paesi Nordici, le poche isole felici Europee ancora rimaste, la curva della felicità è addirittura ribaltata e i meno felici sono appunto giovani e pensionati invece della popolazione dai 25 ai 60 anni, come accade negli altri Paesi Europei ed Extra-Europei.

Non va meglio nel resto del mondo.

La Corea del Sud, ad esempio,  è il 6° Paese in questa macabra classifica a livello mondiale,  con  27,3 suicidi ogni 100.000 persone (dati OMS  del 2015), anche se,  come sappiamo,  i cittadini di questo Stato  sono tra i più ricchi al mondo. Le persone più colpite? Quelle sopra i 60 anni, appunto, che ricorrono alla pratica del suicidio per ridurre l’onere finanziario del loro mantenimento ai figli.

Assurdo!

Essere felici in pensione è un diritto sacrosanto.

Allora come esserlo?

Fatte queste dovute premesse, oltre a quanto già detto sull’essere felici sul posto di lavoro , in cui ci eravamo focalizzati su 7 aspetti fondamentali come:

  • Responsabilità,
  • Flessibilità,
  • Accettazione,
  • Gratitudine,
  • Positività,
  • Dovere,
  • Amore,

per essere felici in pensione dovrebbe bastare poco, almeno sulla carta.

Come sappiamo, però, tra il dire e il fare….

La questione principale riguarda sicuramente il tempo.

Il giorno prima di andare in pensione avevamo determinate routine.

Alzarsi, fare colazione, andare a lavoro, lavorare, tornare a casa, fare faccende, dormire.

Dal giorno della pensione tutto cambia, cambiano i parametri e cambiano i modelli tanto che ci sembra, in apparenza,  che il tempo si allunghi e le giornate non passino mai.

Investi il tuo tempo saggiamente

Approfittane! Puoi riempire le giornate e coltivare quegli hobby e quelle passioni che, proprio per mancanza di tempo, prima hai sempre trascurato.

Ci sono molti pensionati che tornano a scuola e le università della terza età ne sono la dimostrazione.

Molti pensionati iniziano a coltivare, in questo periodo della loro vita, la propria vena artistica e si riscoprono provetti pittori, scultori, musicisti.

Molti  si riscoprono tecnologici tanto quanto i loro nipoti e approfittano di questo periodo felice della vita per rimettersi al passo con il modo che li circonda.

Insomma, adesso hai tempo. Investilo nella maniera più appropriata e coltiva tanti interessi.

Evita il divano

Andare in pensione non significa iniziare a far parte dell’arredo di casa.

Se è vero che i 70 anni sono i nuovi 50, puoi approfittare di questo periodo per rimetterti in forma.

Palestra, piscina, jogging, ma anche semplici passeggiate all’aria aperta. Finalmente hai tempo e non hai più scuse. Muoviti. Il tuo corpo e la tua mente ti ringrazieranno.

Renditi utile ed eviterai la crisi da pensionamento

È comprovato e nessuno te lo nega! La “crisi da pensionamento” esiste.

Si tratta di una forma di stress maggiore rispetto allo stress che provavi quando andavi a  lavoro, dovuta, in generale, alla sensazione di sentirsi ormai esclusi dal mondo produttivo, e, di conseguenza, inutili e fannulloni.

Superarla, però, per fortuna è abbastanza semplice.

In primo luogo è utile porsi degli obiettivi personali per ritrovare nuove motivazioni.

In secondo luogo ricordati che la felicità arriva più dal dare che dal ricevere e tu hai una merce di scambio preziosissima oggi : il tempo.

Potresti investirlo ad esempio nel volontariato in qualsiasi settore o dedicarlo alla famiglia. Oggi i migliori baby-sitter sono proprio i nonni che diventano punti di riferimento per genitori che corrono dalla mattina alla sera.

In ultimo, non sottovalutare mai l’esperienza che hai acquisito nel tuo passato lavoro. È certamente un bene prezioso. Anziché fare il “vecchietto che guarda i cantieri” perché non continuare ad essere il “vecchietto nel cantiere”? Potresti continuare anche a lavorare con mansioni più leggere.

Attenzione agli equilibri famigliari

Ieri eri sempre fuori casa ed oggi non lo sei più.

Questo cambiamento  genera, inevitabilmente,  una modifica negli equilibri di coppia.

Ognuno in casa aveva ruoli famigliari ben definiti che, con la tua pensione, si scombussolano.

Possono, per questo, sorgere conflitti che implicano una modifica dei ruoli.

Saperlo già ti mette al riparo. La ricetta? Comprensione e pazienza. Occorre solo tempo.

Naturalmente questi sono solo piccoli consigli.

L’importante è non isolarsi in questa fase della vita dove l’equilibrio Lavoro-Vita Sociale-Relazioni è inevitabilmente ribaltato.

Diventare uno “Yes man” (accettando proposte che ti portano a scoprire nuove cose) è un modo per restare giovani.

È in questo periodo della tua vita che devi dimostrare più che mai di essere resiliente.

Cambiando cambierai il mondo che ti circonda e la vita altro non è che un cambiamento continuo.

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