Vuoi vivere nell’abbondanza o nella scarsità?

Ti svelo un segreto, forse il segreto di Pulcinella certo, ma  repetita iuvant :  vivere nell’abbondanza o nella scarsità dipende solo da te… da nessun altro.

Questo concetto è noto, da sempre tutti ne parlano ma raramente qualcuno ti spiega realmente il motivo.

Vivere nell’abbondanza o nella scarsità

abbondanzaIl filosofo greco Epicuro, nato nel  342 a.C, disse:

“Non ciò che abbiamo ma ciò di cui godiamo, costituisce la nostra abbondanza.”

Da allora ne è passato di tempo ma, apparentemente, ancora non abbiamo appreso questo concetto fondamentale per vivere una vita appagante ed essere felici.

Parafrasando Brene Brown, l’opposto della scarsità non è abbondanza: è abbastanza.

Questo già apre molti spunti sui quali riflettere.

Cos’è la ricchezza?

Secondo Wikipedia per ricchezza si intende

“la condizione di agio economico, tipicamente connessa alla larga disponibilità di beni materiali e denaro.” [Fonte].

Questa definizione è la sintesi magistrale di cosa si intende oggi per ricchezza e di come questo termine sia collegato direttamente alla materialità.

È ricco, quindi, chi può permettersi di avere ciò che desidera, senza remore.

È certamente ricco Rama X, al secolo Maha Vajiralongkorn, l’attuale Re della Tailandia, che possiede un patrimonio di 29 miliardi di euro ed è l’attuale possessore del Golden Jubilee Diamond, il diamante più grande al mondo (ben  545 carati).

È certamente altrettanto ricco il Sultano del  Brunei, Hassanal Bolkiah,  che invece, possiede un patrimonio “di soli” 20 miliardi di euro e ai diamanti preferisce le automobili. Il suo parco auto è composto, pensa, da  più di 600 Rolls-Royce, una Ferrari, una Lamborghini, una Porsche, una Bugatti, una Jaguar e chi sa cos’altro.

Bisogna essere esageratamente così ricchi?

Certo che no. Come non occorre nemmeno essere necessariamente poveri.

Ricchezza o povertà? Dipende

Partiamo da un concetto fondamentale.

Ricchezza e povertà non sono valori ben definiti ed assoluti.

È ovvio che, da quando è stato sostituito il baratto con il denaro, tutto oggi è quantificabile numericamente così come i patrimoni dei due uomini più ricchi al mondo precedentemente menzionati.

È altrettanto vero, però, che la ricchezza è soggettiva ed è intimamente legata agli occhi di chi guarda come è vero che il valore del Dio Denaro non è uguale per tutti.

Rama X, ad esempio, può permettersi di spendere in una giornata, senza  battere ciglio, quello che un operaio medio di un Paese industrializzato non riuscirebbe a mettersi da parte in una vita intera.

Di contro per un bimbo del terzo  mondo, sarà ricco chi può permettersi tre pasti al giorno ed il lusso di gettare il cibo perché è scaduto.

Ecco perché l’opposto della scarsità è abbastanza.

Per gli occhi di chi guarda il ricco è colui che sta pochi gradini più in alto nella scala sociale non anni luce, tanto da potersi permettere quei lussi in più che lui non può permettersi in quella situazione e in quel momento.

L’abbastanza

Facci caso, ti invito a pensarci.

Il concetto di scarsità emerge sempre quando qualcosa sta per finire.

È quando non ce n’è più abbastanza, quando una determinata cosa sta per finire che appare, magicamente, la paura della mancanza e della privazione futura ed è proprio su questo concetto che si gioca la partita più importante: quella per il tuo futuro.

Sai qual è la differenza tra me, te e Rama X?

È che Rama X vive in quella realtà ed è capace di gestirla: io, francamente e per assurdo, ne sarai spaventata.

Quella delle persone che vincono la lotteria, diventando di colpo milionari, e che perdono tutto nel giro di pochi anni non è una favola che si racconta ai bambini.

William “Bud” Post ha vinto 16,2 milioni di dollari alla lotteria della Pennsylvania nel 1988, ma nel giro di un anno si è ritrovato con un debito di 1 milione di dollari.

Suzanne Mullins ha vinto 4,2 milioni di dollari alla lotteria della Virginia nel 1993 e si è subito ritrovata sommersa dai debiti.

Come questi ci sono tantissimi esempi… Guarda tu stesso.

Chi si è costruito da solo, chi è nato in determinate realtà, certamente, ha meno probabilità di finire con le tasche vuote, questo perché ragiona diversamente ed ha un altro tipo di approccio mentale, quello dell’abbondanza ed è capace di far lavorare e far girare tutte le risorse a sua disposizione nel miglior modo possibile.

La mentalità dell’abbondanza

Sapevi, ad  esempio, che uno degli uomini più potenti al mondo oggi, il Presidente degli U.S.A. Donald Trump aveva un sacco di debiti?

Sì.. A confermarlo è stata un’inchiesta del New York Times:  650 milioni di dollari, più del doppio di quanto aveva dichiarato in un documento pubblico presentato in occasione della sua candidatura a presidente degli Stati Uniti per il partito Repubblicano. [Fonte ]

Bene… Io per soli 10 euro non riesco a dormire la notte e credo nemmeno tu.

Donald è figlio di Fred Trump, un facoltoso investitore immobiliare di New York.

Dopo la laurea nel 1968, iniziò a lavorare nell’azienda di famiglia l’Elizabeth Trump & Son che, dopo solo 3 anni, rilevò trasformandola nell’attuale Trump Organization.

Con un patrimonio stimato in 3,1 miliardi di dollari, oggi, è annoverato alla 766ª posizione nella lista delle persone più ricche del mondo stilata da Forbes nel 2018.

Donald Trump è stato cresciuto con la mentalità dell’abbondanza e non conosce la mentalità della scarsità.

Trump è un uomo che si pone obiettivi e li persegue, possiamo essere d’accordo o meno sul suo modus operandi, ma è innegabile che arrivi alle mete che si prefigge.

Sapevi che Donald Trump aveva già concorso alle primarie del Partito Riformista per le elezioni presidenziali del 2000 ed aveva perso miseramente?

Bene… Dov’è e chi è Trump oggi?

La mentalità della scarsità

Vivere nell’abbondanza o nella scarsità, dunque, dipende da te e da nessun altro.

La mentalità della scarsità è un abitudine e come tale deve essere vista.

La scarsità, infatti, non ha nulla a che vedere con l’abbondanza ma deve fare i conti con il concetto di abbastanza e, per avere una quantità sufficiente di qualsiasi risorsa, basta imparare l’arte dell’ottimizzazione ed ottimizzare, significa sostanzialmente dire no allo spreco e si ad una corretta gestione.

Abbastanza equivale a vivere mentre scarsità significa sostanzialmente privarsi.

È questa la differenza ed è questa la scelta che farà da spartiacque nella tua vita.

Fino a quando ci terremo stretti quello che abbiamo con la paura di perderlo, non solo non progrediremo nella vita, ma certamente perderemo anche quello che abbiamo.

Se ben ricordi la morale della parabola dei Talenti non diceva proprio questo?

Come raggiungere, quindi, l’abbondanza?

Oggi è facile cadere nella trappola della scarsità.

Il “Chi si accontenta gode” è sulla bocca di tutti e ci influenza da vicino remando contro una potenziale vita fatta di benessere.

La paura, ed in particolare la paura della perdita, fa capolino da tutte le parti.

Vivere nell’abbondanza è una strada da chiunque praticabile.

Basta dismettere i panni dei sognatori e degli attendisti.

Per vivere nell’abbondanza c’è bisogno di azione e non di passività e sì è vero, se cadiamo dobbiamo essere capaci di rialzarci da soli perché questo farà la differenza nel nostro percorso.

Vivere nell’abbondanza significa avere “abbastanza” risorse da poter investire quando le opportunità bussano alla nostra porta e se non le abbiamo, trovare il modo di ottenerle.

Vivere nell’abbondanza è soprattutto avere delle capacità specifiche.

Questo equivale ad investire su se stessi giorno dopo giorno.

Trovare la propria strada non è affatto semplice ma, una volta individuati i propri talenti, tutte quelle che sembravano delle salite diventeranno discese da poter percorrere anche a passo spedito.

Vivere nell’abbondanza richiede coraggio.

Coraggio di:

  • cambiare;
  • andare contro corrente;
  • vivere appieno la propria vita.

Ognuno è nato per uno scopo.

Sfortunatamente pochi riescono a comprende quale esso sia e vivranno una vita fatta di scarsità.

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