Come fermare gli attacchi di panico con la PNL

Sempre più spesso le persone mi chiedono se sia possibile fermare gli attacchi di panico con la PNL e come la Programmazione Neuro Linguistica possa davvero venire in soccorso in queste situazioni.

Gli attacchi di Panico

attacchi di panico

Chi non conosce una persona che ha sofferto o soffre ancora tutt’oggi di attacchi di panico?

Gli attacchi di panico sono sempre più diffusi, per varie ragioni.

Già nel 2013 Repubblica.it ci raccontava che 10 milioni di Italiani hanno vissuto almeno una volta nella vita questa esperienza e, per il 20% dei casi, si tratta di una situazione grave se non gravissima, che sfocia in situazioni croniche.

I “disturbi di panico” comportano, infatti, manifestazioni psicosomatiche come:

  • palpitazioni,
  • tremore,
  • vertigini,
  • sudorazione,
  • difficoltà nel respirare,
  • sensi di soffocamento,
  • ecc.

Paura di morire e Paura di impazzire

Gli attacchi di panico, in stadi cronici, quindi, non vanno sottovalutati affatto.

La diffusione di questi disturbi, come i momenti in cui proviamo disaggio e paura, si sta espandendo a vista d’occhio.

Sempre più persone sono costrette, loro malgrado, a confrontarsi quotidianamente, anche più volte al giorno, con questi momenti negativi improvvisi ed intensi che possono durare anche oltre i 30 minuti.

Sono “paure senza nome” e spesso immotivate che, molti psicologi, sostengono provenire da un’unica radice: la paura di morire.

In una società in cui il Prozac, il Lexotan (ma anche il Lorazepam, il Cipralex, …) si trovano in quasi tutte le case, viene quasi da chiedersi se tutto questo sia normale!

La risposta certamente è no e chi ha avuto questa esperienza sa bene che farebbe di tutto per non ripeterla.

Gli attacchi di panico e la PNL

Come detto, gli attacchi di panico vengono dall’interno e non dall’esterno ed è lì che devono essere gestiti.

Essendo un qualcosa di comune oggi, anche se di normale ribadisco non c’è nulla, per i soli casi che ancora non sono cronicizzati, esistono dei metodi di self-help che aiutano a smorzare l’intensità dell’evento stesso sino ad annullarlo.

Ciò che occorre è, sicuramente, nei casi meno gravi, gestire il disturbo di panico attraverso lo stesso strumento che li ha generati: la nostra mente.

Se partiamo dal presupposto che non esiste un reale fattore esterno per la nostra paura di morire o di impazzire, certamente, questo ha più senso.

Quando avvertiamo la sensazione che un attacco di panico è vicino, la cosa fondamentale è rilassarci.

Aiutiamoci con dei lenti e profondi respiri.

È stato dimostrato che gli attacchi di panico sono generati da LOOP di pensieri negativi.

Dobbiamo spezzare questa ciclicità se vogliamo avere la meglio su questo disturbo.

Per questo motivo ti suggerisco di “gridare” nella tua testa un fortissimo “STOP” con la voce mentale più alta che riesci a riprodurre e farlo più di una volta se occorre.

Tutto qui?

Assolutamente no! È solo l’inizio.

Se sei riuscito a spezzare il ciclo devi immediatamente sostituire il pensiero negativo con uno positivo affinché la spirale mentale che ti stava tirando giù ricominci a salire.

Qui sta il bello.

Se sei in mezzo a un attacco di panico come pretendi di cercare e trovare un pensiero positivo che possa aiutarti?

Il mio consiglio?

Fai questo lavoro prima, quando sei in uno stato di pace con te stesso e con il mondo esterno.

Redigi un elenco di pensieri positivi, magari creando delle ancore,  e portalo sempre con te. Così sarà molto più semplice.

Un ultimo consiglio?

Non banalizzare queste esperienze ma vacci a fondo vivendole.

Cosa ha scatenato questa situazione?

Qual è stato l’evento e quindi l’emozione che l’ha generata?

Comprendendolo sarà più facile non ricaderci in futuro.

La mente umana è un meccanismo bellissimo se sai usarlo.

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